martedì, 07 ottobre 2008

Licenza di uccidere olimpionica

Come se i campi di concentramento non bastassero oggi parlo di altre vergogne tutte cinesi. Di seguito potete trovare tutti reati per cui nello stato delle Olimpiadi 2008 si può essere condannati alla pena di morte, a cui vanno aggiunti tutti reati capitali che sono considerati tali anche se solo tentati (es. tentato omicidio, tentata rapina, tentato furto, tentata frode), la fonte è Wikipedia:

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domenica, 05 ottobre 2008

Cina: quello che non ci vogliono dire

C’è una massima filosofica secondo la quale tutta la storia si ripete, ciclicamente. Tutto ciò che è accaduto in passato si ripeterà sotto altre forme ma con la medesima sostanza. Questa è una legge a cui non voglio credere. Facciamo un salto indietro, negli anni della seconda guerra mondiale, gli anni in cui ebrei, omosessuali, zingari, handicappati, comunisti e molti altri innocenti venivano deportati nei campi di concentramento per subire le peggiori atrocità che l’umanità possa ricordare. Gli anni in cui anche la Russia comunista non era da meno e commetteva altrettante atrocità su un numero di innocenti ben più consistente. Tutto questo successe la bellezza di 60 anni fa. Ora, un persona matura e sana di mente penserebbe che, dopo tutte le campagne e le ricerche fatte per non dimenticare queste atrocità, ecco, dopo tutto questo una persona normale s’aspetterebbe che certe cose non dovrebbero più accadere, e se anche dovessero verificarsi ci si aspetterebbe che perlomeno le maggiori nazioni democratiche combattessero affinché il tutto cessasse. E invece no. In questo strano mondo in cui chi sa non parla e chi non sa parla, la storia si ripete. Se 60 anni fa c’erano i Lager e i Gulag oggi ci sono i Laogai. Cosa sono? Ecco un altro problema, queste cose esistono e si conoscono ma nessuno dice nulla, e vi assicuro che dà veramente fastidio che un sito di neanche due settimane debba fare quello che invece dovrebbero fare i Tg nazionali. Il termine cinese “Laogai” significa letteralmente “riforma attraverso il lavoro” e dovrebbe riferirsi ai campi di lavoro forzati previsti dal sistema carcerario cinese. Sorvolando sul fatto che la Cina non ha la benché minima intenzione di ratificare la Convenzione 105 dell’ONU che nel 1957 chiedeva l’abolizione dei lavori forzati come pena in quanto ritenuta lesiva dei diritti umani, vorrei porre l’accento sul fatto che nella frase precedente ho utilizzato il verbo “dovrebbe” (condizionale per chi non è pratico della lingua di Dante). Infatti “campi di lavoro forzati” non è altro che un termine, neanche troppo bello ad esser sinceri, per nascondere la loro vera identità: campi di concentramento. [Continua con video e vignetta]

martedì, 30 settembre 2008

Caro petrolio, ti scrivo..


Caro Petrolio,

Vorrei appellarti con un più raffinato “egregio” ma, fidati, non sai quanto la parola “caro” ti si addica molto di più. So che non sei solito ricevere lettere dai fan, ma volevo proprio raccontarti cosa ho scoperto di recente e che mi ha proprio scandalizzato, ma andiamo con ordine.

Sai, quando si è minorenni e la patente è solo un sogno di libertà lontano, le notizie che ogni mattina ci dicono “il prezzo del petrolio è salito ancora, ora sta a x dollari al barile” non fanno tanto effetto. Ti dirò, quando dicevano questo il pensiero più serio e sviluppato che riuscivo a fare era: “arriverà il momento in cui il dollaro e il barile non basteranno più per misurarne il prezzo, si arriverà a un punto in cui bisognerà scegliere se esprimere il prezzo con la notazione scientifica oppure definendolo con altre unità di misura… sarebbe proprio carino dire che il petrolio costa 70 guil al container”. Poi si cresce. Ora, che ho la patente, e il pieno della macchina me lo pago io, il pensiero più serio e articolato che riesco a fare di fronte a queste notizie è “sticazzi!” [Continua qui con video e vignetta allegati]]

sabato, 27 settembre 2008

La magia della rete

"Fare un elogio alla Rete tra i primi interventi di SeedPearl era, oltre che doveroso, molto sentito, almeno da parte di chi scrive. Tuttavia potete stare tranquilli, non mi dilungherò in frasi melense che vi ricordereste sì e no fino a domani mattina, penso che se state leggendo queste righe, con tutta probabilità sapete quanto potente può essere la Rete. Ecco quindi che ho deciso di testarne le potenzialità sul campo, così da portarvi esempi pratici che vi saranno sicuramente utili, o almeno spero. Per incominciare vorrei fare una premessa citando il buon Travaglio, secondo lui infatti, i requisiti minimi di un giornalista sono “la spina dorsale e l’archivio”. Fermo restando che ci stiamo attrezzando per recuperare le spine dorsali di alcuni giornalisti, vendute in cambio della dirigenza di TG abusivi, vorrei sottolineare come il problema dell’”archivio” grazie alla Rete stia via via scomparendo. Infatti, se in Tv le bugie hanno le gambe lunghissime, su internet vengono troncate di netto e subito. Vi faccio un esempio, in questo video il “giornalista” (lascio libera interpretazione della suddetta parola) Filippo Facci tra gli altri accusa Di Pietro di incoerenza, in quanto appoggia la proposta di legge che limiterebbe i mandati dei parlamentari a due sole legislature quando lo stesso onorevole è alla sua quinta avventura in Parlamento (sempre a detta di Facci). Ecco, una cosa del genere in TV passa per verità, sulla Rete no."  [Continua con video e vignetta]

venerdì, 26 settembre 2008

Una storia all'italiana

"Lunedì 4 maggio 2008. Carlo si è alzato presto e, come ogni lunedì, si avvia verso la banca presso cui lavora. Appena arrivato davanti alla bussola (la porta a scorrimento tipica delle banche) suona per farsi aprire, da dentro la filiale le apre la Tiziana, lei arriva prima di tutti poiché è vincolata dagli orari del tram. Mentre Carlo aspetta gli balenano per la testa le immagini del week-end passato con gli amici in bicicletta. Tra una battuta e l’altra era pure spuntata una battuta sulle rapine in banca. Lui ci pensa, si tocca i maroni e sorride sarcastico. Entra, saluta i colleghi, si mette alla cassa come sempre, e come sempre attende che arrivino i clienti. C’è abbastanza gente, di lunedì sono chiusi bar e negozi vari, i proprietari ne approfittano per depositare qualche eccedenza (quelli più tirchi e diffidenti, in genere si delega un dipendente per risparmiare tempo). Le prime ore passano veloci, il lavoro da fare non manca e oramai per Carlo è una routine che dura da 20 anni abbondanti. L’ora si fa calda, arrivano le 11:00 circa e l’estate inizia a farsi sentire. Ma in banca fortunatamente c’è l’aria condizionata. La gente diventa parecchia, oramai è orario di punta, le file alle due casse diventano più lunghe di tre persone: i cassieri possono rendere automatica l’entrata attraverso la bussola e non più manuale in modo da velocizzare le operazioni di cassa. Sfortuna vuole che in quel momento entrino due individui mascherati entrano in modo tutt’altro che discreto, uno impugna un taglierino (che i metal detector non rilevano) con cui prende in ostaggio un’anziana signora (che si trovava lì probabilmente per riscuotere la pensione), l’altro invece è armato di pistola e viene fatto entrare grazie al collega che nel frattempo stava minacciando minacciando di uccidere l’anziana signora di cui sopra. [...]"

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